Sistema F.e.e   Fattore Energetico Esponenziale

Realizziamo impianti di refrigerazione, condizionamento e riscaldamento che, attraverso l’utilizzo del calore di processo

 e l'ausilio del pannello solare annullano l'emissione di gas combusti e CO2 in atmosfera: tutto ciò grazie al Sistema F.E.E.

Realizziamo inoltre ristrutturazioni energetiche "chiavi in mano"  residenziale, commerciale, industriale e supermercati in classe A per la GDO

Banchi e centrali frigorifere con recupero integrale del calore processo

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Denigrazione, diffamazione, sabotaggio, boicottaggio, tentativo di appropriarsi dell’idea con volontà rapace.

Un episodio di ordinaria infamità.

Quando c’è un invenzione o un brevetto che ha un importanza radicale nel cambiamento di una tecnologia così importante come la catena del freddo è fatale che si creino queste cose.

Qui di seguito c’è la relazione finale proprio di uno di questi tentativi di appropriarsi del brevetto.

Pubblichiamo questa relazione perché si tratta del più grosso tentativo di sabotaggio industriale che si sia verificato attorno al sistema f.e.e.

Pubblichiamo anche perché alcune delle stesse persone che con le loro modifiche sono riuscite a fare un tale disastro per non ammettere la oro dabbenaggine e la loro superficialità, proseguono nella loro opera denigratoria e noi li invitiamo così pubblicamente a venire sul posto a confrontarsi …

Qui di seguito toglieremo dalla relazione tutti i riferimenti per rispetto della privacy del cliente e di tutti coloro che sono stati coinvolti.

Mi pare già di sentire:

“ma noi possiamo rispondere che lo dice lui …”

“eh sì la sua parola contro la nostra …”

No, no, Signori, fatti:

La mia bolletta contro la vostra

In fondo abbiamo messo le foto delle bollette elettriche, costi e consumi non ci sono la mia verità o la tua verità, ma solo brutale il risultato ottenuto: la bolletta da pagare.

*Abbiamo sostituito il nome dell’azienda con e.e.e  e quello del luogo o del titolare con centro commerciale.

Venerdì 15 gennaio 2011

Oggetto impianto di condizionamento centro comm.

Questa relazione fa il punto ad oggi della situazione d’impianto perché finalmente siamo arrivati ad una tappa importante del nostro lavoro che ci consente di verificare le previsioni con il risultato effettivamente conseguito in opera.

Apparentemente in alcuni punti (che cerchiamo comunque di sintetizzare richiamandoci fin d’ora alle precedenti relazioni) saremo ripetitivi, ma non è vero, in quanto prima si trattava di calcoli e di previsioni, mentre in questa si tratta di fatti, di parti realmente modificate ed oggi in funzione  e di misurazioni effettivamente rilevate.

L’impianto, che in sede progettuale era stato pensato secondo i canoni del Sistema F.e.e.,  era stato intimamente stravolto al punto che ne era stato giustamente anche cambiato il nome in Sistema e.e.e......

Il Sistema e.e.e...., in realtà non viene concepito per un qualsiasi scopo tecnico, ma per appropriarsi di un’idea (il sistema F.e.e. attualmente brevetto d’invenzione industriale) cercando, senza criterio, a qualunque costo, ed in qualsiasi modo, una modifica che lo renda originale, il risultato ovviamente è pessimo e non funziona.

Questo è stato fatto a carissimo costo sia per e.e.e  sia per il centro commerciale con due scopi:

  1. Denigrare e diffamare il sistema f.e.e. che va benissimo, come abbiamo dimostrato con le bollette ed il risultato.
  2. Con delle modifiche poter affermare la prorietà da parte di e.e.e. dell’innovazione tecnologica stessa nel suo migliorato funzionamento.

Sono falliti miseramente entrambi i tentativi ed è stato anche stupido tentare il secondo perché per quanto riguarda i brevetti per invenzione industriale qualsiasi miglioria apportata diventa proprietà del brevetto originario, anche se fossero davvero riusciti ad operare un miglioramento sarebbe stato questo a diventare proprietà del brevetto già conseguito e non il contrario.

e.e.e ha tenuto un comportamento comunque penoso sotto ogni puto di vista

Il sistema e.e.e , una volta ultimato, ha prestazioni in ambiente tragiche, infatti aggrava il consumo elettrico di oltre il doppio, rispetto al normale Sistema F.e.e. che era già lì.

 

La parte macchina è talmente malfatta che raggiunte determinate condizioni (condizioni inevitabili, che durante l’anno siamo certi di raggiungere e perciò con esito certo) causa da se stessa la rottura del compressore  o dello scambiatore a piastre a lato utenza.

Se l’investimento di capitale è stato a carico della azienda e.e.e , certamente tutti gli altri costi, che abbiamo appurato proprio dal risparmio elettrico ottenuto su un impianto che finalmente funziona, senza né allarmi né rotture, sono stati a carico del Centro Commerciale.

Lo scopo di questa nostra relazione è di definire il costo ricaduto sul centro commerciale a “bocce ferme”.

Nelle precedenti relazioni abbiamo già descritto parte del fenomeno per come ci risultava teoricamente, ora che è stato risolto in ogni suo aspetto, perciò: ritorniamo sull’argomento in termini di realtà.

Molto probabilmente in passato, per giustificare il mancato caldo invernale ed il mancato fresco estivo, avrete dovuto sentire da parte di certi pseudo-tecnici un’infinità di parole ed ipotesi tale da creare confusione.

La differenza vera e che tutti dovrebbero applicare, è l’approccio, dove chi fa un’affermazione ne fa conseguire un fatto!

Questo fatto, o esperimento, deve essere verificabile, misurabile.

Ma la lezione di Leonardo è che dopo ci si sofferma ad osservare l’esperimento riuscito, come nel nostro caso, con la curiosità se questo stesso possa offrirci ulteriori soluzioni e miglioramenti.

Dalla nostra analisi erano emersi numerosi errori di progettazione e numerosi errori compiuti successivamente nel tentativo di appropriarsi del patrimonio intellettuale determinato dal sistema f.e.e. presente nell’impianto a ciò sono andati a sommarsi alcuni errori umani determinati dall’attività di tecnici incompetenti.

Gli errori di progetto sono i seguenti:

1.      le tre u.t.a. disposte in copertura sono ad acqua e non ci sono altre utenze minori collegate alla macchina. In questo caso utilizzando macchine delle stesse dimensioni, ma ad espansione diretta si sarebbe ottenuto un risultato certamente migliore, infatti: avrebbero ricevuto direttamente il gas dalla premente a 87° rispetto ai 35° o 40°. Chiaramente con degli strumenti di variazione della velocità dell’aria  sarebbe stato possibile ottenere in tutto e per tutto un miglior risultato per i seguenti motivi:

  • la stessa dimensione di u.t.a. con la stessa dimensione di batteria avrebbe avuto rendimenti in termini di calorie immensamente superiori: 22000 mch a 30° 35° cioè da 50 kwh max a 200 kwh max
  • tutto l’apparato di pompe ed accumulo e valvole a tre vie per la regolazione si sarebbe evitato con notevole riduzione del costo impianto. Il consumo aggiuntivo (questo ha un costo annuale per il consumo elettrico della pompa stessa di € 4500) e riduzione dei guasti.
  • I guasti gravi come la glaciazione dello scambiatore a piastre dedicato al riscaldamento dell’acqua sul lato su cui torneremo successivamente, si sarebbero evitati, inoltre lo sporcamento di tubi e scambiatori, nel tempo sarà causa di altri fastidi inutili.

2.      la scelta degli anemostati orizzontali, adatti più al raffreddamento degli ambienti piuttosto che al riscaldamento, rende difficoltoso il movimento dell’aria in ambiente.

3.      agli errori di progetto sono andati ad aggiungersi gli inevitabili errori umani come ad esempio  canali in P3 ductal male incollati: infatti abbiamo dovuto riparare diverse rotture di dimensioni importanti. Errore umano molto grave e che stiamo ora riparando, sono i molti tubi flessibili collegati in modo improprio agli anemostati che aumentano la prevalenza dell’intero impianto. La somma di questi errori causa un danno economico evidente anche se difficilmente quantificabile. L’aria tappata verso l’uscita del centro commerciale trova sfogo attraverso le rotture all’esterno, va da sé che siamo in presenza di un danno che sarà: sia economico e sia in mancato servizio.

Le operazioni che abbiamo fatto e che cambiano intimamente l’impianto, cominciano sul lato dell’immissione di aria in ambiente dove abbiamo dovuto correggere i difetti progettuali ed esecutivi che era possibile correggere a basso costo, cioè

  1. abbiamo cambiato il rapporto di trasmissione tra il motore ed il ventilatore in modo che le U.t.a. (unità di trattamento aria) 1 e 2 con dato di targa 22000 mch  aumentassero a 26000 mch e la uta 3 passasse da 14000 mch a 19000 mch. Il totale del maggior flusso di aria è di circa 11000 mch pari al 20% in più
  2. Riparate tutte le perdite
  3. aggiustati i tubi flessibili di collegamento canale anemostati
  4. provvisoriamente tolti i coni regolabili degli anemostati

il sistema di diffusione dell’aria in ambiente attualmente è più efficiente di circa il 30% rispetto a come lo abbiamo trovato, il fatto è importante anche sul lato macchina.

 

Il condizionatore in pompa di calore

La maggior parte degli interventi sono proprio avvenuti su questo lato dell’impianto, per rendere evidente non solo al nostro interlocutore, ma anche a noi stessi il valore degli interventi daremo anche una certa idea economica dei costi sostenuti.

Per accordo tra le parti, all’epoca,  questi costi in apparenza se li gravò unicamente e.e.e , la quale aveva come scopo non quello di ridurre i costi a beneficio di entrambi, ma quello di riuscire a modificare in modo sostanziale il sistema F.e.e. in modo da appropriarsi del brevetto d’invenzione di questo metodo rivoluzionario.

La dimostrazione della nostra affermazione è nell’evidenza di come eliminando queste modifiche abbiamo un impianto che funziona: non è più soggetto ad allarmi e rotture, ed abbiamo ridotto i costi di esercizio.

Questa nostra relazione comunque è avulsa da qualsiasi giudizio di carattere giuridico o morale, ma solo tecnica ed economica quando, come dev’essere in realtà, la buona tecnica è raggiungere il massimo vantaggio del cliente nel rapporto complessivo tra spesa d’impianto e gestione successiva nei 5 anni.

Se si consegue questo risultato di equilibrio, successivamente, il vantaggio diventerà tutto a vantaggio del cliente, se e quando si riesce in un minor tempo ancora meglio.

Elenchiamo qui di seguito cosa è stato aggiunto ed eliminato dal sistema e perché ed il valore economico dell’intervento e l’analisi del danno:

1.      il grosso evaporatore installato dietro alla sala macchine è dotato di tre circuiti indipendenti ed è un pezzo speciale, il suo valore di mercato è di circa € 40000.

2.      l’impianto necessario al collegamento tra questo evaporatore e l’impianto esistente, tre linee di collegamento diametro 35 mm, composte ed articolate, comprendono:

  • 1 valvola termostatica per circuito € 340
  • 4 valvole di non ritorno € 230
  • 4 valvole solenoidi per circuito € 150
  • Filtri e portafiltro ecc € 300 cad.
  • Quando, probabilmente in corso di collaudo, qualche tecnico si è reso conto che questo evaporatore era causa di guasti ha tentato di correre ai ripari, tagliando invertendo e risaldando tutti i tubi dello stesso in opera, € 12000
  • L’installazione di ogni singolo circuito comprensivo di tutti i suoi componenti € 3000 cad
  • La parte elettronica di controllo con il Siemens “touch screen” avveniristico per l’epoca € 8000 (istruzione collaudo con tecnici siemens ecc.ecc.)
  • Dopo aver inserito questo nuovo comando, per qualche motivo che ignoriamo, (probabilmente incapacità di comandare la macchina) è stato inseriti il comando Elywell che effettivamente controlla l’attività della macchina € 3000 cifra però comprensiva di tutti i pressostati elettronici.
  • A tutto questo: le spese generali a cui  si dovrebbero aggiungere dei maggiori costi di studio, progettazione, condivisione delle scelte, viaggi e ricerca dei singoli strumenti, da parte di tecnici e dirigenti aziendali. Bisogna tenere presente che tutta questa gente tentava di modificare un brevetto di cui non era padrona tecnicamente e verso qualcosa che ancor meno conoscevano… (questi tecnici sono frigoristi industriali e sono assolutamente incapaci nel settore climatizzazione in pompa di calore, infatti alcuni dei loro errori sono talmente marchiani ed abnormi che neppure un neofita avrebbe fatto)… Aggiungiamo anche le consulenze esterne necessarie, in ciò si devono essere sostenute spese complessive per almeno € 50000 

Il totale di quest’intervento ha avuto un costo di 140.000 €

Sul lato f.e.e. dell’impianto sono stati aggiunti due serbatoi di accumulo dotati ognuno di 3 resistenze elettriche. Quest’intervento per brevità (serbatoi, valvolame tubazioni in acciaio da 2’,  sistema elettronico di controllo, installazione elettrica ed idraulica anche qui lavoriamo con tecnici preparati, ma inesperti dello specifico…) € 30.000.

Per quanto riguarda il rapporto tra le centrali b.t. e t.n. ed il condizionatore sono stati aggiunte fuori dal progetto originario delle valvole tre vie 2’ con sistema di controllo elettronico, valvole solenoidi di chiusura gas, modificazione e raddoppio dell’impianto gas refrigerante e dell’impianto idraulico… anche qui saremo brevi € 20.000

La spesa di modificazione del sistema destinata unicamente ad appropriarsi del brevetto…

questo e dimostrato inequivocabilmente dal fatto che abbiamo eliminato tutti questi pezzi ottenendo l’impianto che funziona e riducendo i costi di esercizio

… è stata in totale di circa € 200.000: si tratta di una cifra spesa presso un solo impianto e spesa per un solo cliente, assolutamente pazzesca, anche perché siamo al corrente di altri casi non così eclatanti e possiamo pensare che il 90% di ciò che è accaduto altrove, lo ignoriamo.

Il danno causato da questi interventi è stato di quattro tipi:

1.  Il primo e più importante è quello causato al centro stesso per l’immagine ed il fastidio di un impianto non funzionante,

2.  il secondo danno è stato nelle spese di gestione questo invece lo stiamo verificando concretamente alla lira (anche se si deve calcolare come valore economico il fatto che abbiamo un impianto maggiorato del 30%),

3.  il terzo danno è nella somma dei guasti e delle riparazioni che nel corso del tempo si sono rese necessarie per ripristinare la pura parte meccanica guastatasi,

4.  il quarto passivo è il ripristino in toto alle condizioni di progetto qui di seguito dettagliamo:

  • danno d’immagine e commerciale: non quantificabile
  • Il nostro intervento per accordo viene pagato con il risparmio elettrico ottenuto. Dalle analisi delle bollette dopo i nostri interventi alla fine della stagione invernale otterremo, considerando i dati già in nostro possesso, circa € 40.000 in meno rispetto alla precedente stagione. Ma se considerato un maggior afflusso di aria in ambiente del 30%  in realtà il maggior vantaggio può essere valutato economicamente come danno in circa 55.000 euro per l’inverno e 10.000 per l’estate.
  • Abbiamo avuto una serie inenarrabile di piccoli danni e piccoli fastidi con un certo numero di rotture e conseguenti ricariche del gas.
  • Abbiamo avuto invece in passato, almeno sei eventi catastrofici con la rottura di almeno due circuiti frigoriferi, miscelando gas ed acqua a causa della rottura dello scambiatore a piastre per glaciazione, sul lato riscaldamento (fenomeno ottenibile solo grazie alle modificazioni effettuate) e ci sono note le revisioni di almeno 5 Compressori Copeland D8 700,  rotti a causa dello stesso ritorno di liquido proveniente dalle stesse modifiche.
  • Certamente molte di queste disgrazie sono state attribuite al Centro come spese per manutenzione ed una parte sono state pagate a noi stessi. La maggior spesa sostenuta con noi va nel capitolo del ripristino delle condizioni di progetto e possiamo calcolare che il valore dei guasti complessivamente sarà di € 6000 (5) per ogni revisione € 1500 (ce ne sono note almeno 10) per ogni rottura con ricarica € 8000 (2) per le rotture sul lato scambiatore con costo dello stesso più la difficoltà del lavaggio e del ripristino del circuito frigorifero. Il danno totale di riparazioni effettivamente effettuate è di € 61.000 a cui possiamo sommare circa € 30.000 per piccoli guasti analisi e visite da parte di tecnici esterni da dedicare a questo capitolo di spesa totale danno € 91.000.
  • Il capitolo di spesa riguardante il ripristino alle condizioni di progetto è quello che riguarda direttamente la nostra azienda ed il nostro rapporto. In questo capitolo non ci sono assolutamente le spese, che abbiamo già messo nei capitoli precedenti ed è per ciò che essendo il più importante, forse apparirà il meno dispendioso, il ripristino in senso stretto, è già terminato e sarebbe costato, se preso a se stante compresi i nuovi quadri elettrici, ecc. a cui si dovranno aggiungere i pannelli solari ed un eventuale pozzo di prima falda per il consumo di acqua la spesa complessiva stimabile in € 20.000 complessivamente.

Risultato finale dei danni:

  1. danno andato a carico di e.e.e  o altri  € 200.000
  2. danno commerciale e d’immagine                    €
  3. danno dovuto a maggior consumo dal 2004      € 260.000    ascritto al centro commerciale *.
  4. riparazioni e guasti                                       €   91.000
  5. ripristino impianto                                        €   20.000

totale danno:        € 571.000

* Può questa maggior spesa causare un ulteriore danno nei rapporti con gli affittuari? Devo considerarlo?

Di queste spese € 200.000 sono state sostenute da altri soggetti, ma è certo che si debba considerarle.

In definitiva il danno verso il centro commerciale negli ultimi quattro anni assomma a                           € 371.000

A cui va sommato il danno commerciale e d’immagine.

Il nostro lavoro, ed è una nostra normale scelta aziendale, cerchiamo di svolgerlo sempre nel modo meno invasivo possibile, di conseguenza non abbiamo eliminato alcuna tra le parti aggiunte e causa di tutti questi guasti.

Dunque, se si volessero ripristinare le condizioni e.e.e  ciò è assolutamente possibile e ripristinando questo impianto in periodo invernale si causeranno in caso di accensione (come era effettivamente acceso) le stesse rotture, gli stessi guasti, gli stessi consumi e la stessa mancanza di efficienza, rispetto a quanto ora è il funzionamento della macchina per com’è ora verificabile.

Dati i risultati ottenuti ed il danno che ha dovuto subire in questi anni la vostra attività, abbiamo considerato questa relazione come un atto dovuto esplicativo di quanto accaduto in passato.

Restiamo a vs. disposizione per chiarire ogni punto che per motivi di brevità potremmo aver trascurato.

In scienza e coscienza

    Marino Piasentà

 

 

Questa sopra è la relazione che abbiamo consegnato al cliente una volta terminata e verificata e controllata l’operazione di ripristino alle condizioni di progetto dell’impianto.

Il cliente non ha pagato effettivamente nulla a noi, perché abbiamo concordato di realizzare tutti gli interventi e le spese utilizzando metà del risparmio che ottenevamo rimuovendo ogni modifica di e.e.e .

Si consideri che cominciando dagli errori più grossi abbiamo ottenuto immediatamente risparmi per oltre il 50%, perciò risparmi di €10.000/ 12.000 mensili che hanno coperto queste manutenzioni.

Occorre però ricordare e sottolineare il fatto che abbiamo solo rimosso pezzi aggiunti e che causavano questo danno al cliente senza nessuna ragione logica per essere, per cui siamo di fronte ad un’infamia.

Perché abbiamo deciso di rendere pubblica una tale infamità?

La risposta è semplice ed è diretta a tutti coloro che lavorano con fatica ed impegno e che con il loro lavoro sono parte dell’opera di miglioramento del Mondo.

Sì le cose stanno proprio così e saranno sempre così, una lotta tra chi è spinto da un idea e crede in quello che fa ed un mondo di furbi, o tali si credono, che vuole solo approfittare e diffamare e denigrare per appropriarsi di qualsiasi cosa sia di un altro.

Sì, è proprio così, ma può essere questo a fermare il progresso dell’uomo?

Alla fine riusciranno questi a fermare lo sviluppo di nuove tecnologie che sono nell’interesse e nel vantaggio dell’intera umanità?

Dopo abbiamo inventato anche l’evaporatore solare ed oggi abbiamo la macchina addirittura “No cunteaur” loro cos’hanno fatto?

Cos’hanno ottenuto?

Nulla!

Possono solo tentare di denigrare ancora o qualche volta, quando ne hanno la possibilità, fare qualche sabotaggio, ma ad essere senza speranza è il male …

In fondo è questo il nostro messaggio ed è questo ciò che volevamo dire pubblicando una storia vergognosa, costosa ed infame.

 

 

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Ultimo aggiornamento: 20-12-11